Motore alternativo di Botto (1834)

Il motore venne ideato da Giuseppe Domenico Botto (1791 – 1865) intorno al 1834. La macchina è formata da tre elettromagneti: due fissi con le polarità uguali rivolte l’una verso l’altra, ed un terzo libero di oscillare tra i due. Quando si alimenta il motore con una corrente continua, la bobina centrale viene attratta da un elettromagnete fisso e respinta dall’altro; tuttavia, poco prima che lo raggiunga, un commutatore inverte il flusso della corrente nell’elettromagnete mobile, quindi le polarità ed il verso del suo percorso. Il ciclo si ripete nuovamente in un moto alternativo che viene convertito in uno rotatorio per mezzo di un sistema biella-manovella.