Centenario della distribuzione dell’energia elettrica nella città di Cagliari per il Festival Scienza 2014

Mostra di apparecchiature del '900 utilizzate negli impianti elettrici di uso domestico

La distribuzione dell’energia elettrica ai privati cittadini di Cagliari fu diffusa nel febbraio del 1914 , mentre nell’aprile dello stesso anno fu estesa anche all’illuminazione pubblica, così che dalle vie della città sparirono i lampioni a gas. Per ricordare il centenario di quest’importante rivoluzione nella vita della cittadinanza, in occasione del Cagliari FestivalScienza 2014 (Exmà 4-9 novembre 2014) è stata allestita una mostra di apparecchiature del Novecento utilizzate negli impianti elettrici di uso domestico.

Centenario della distribuzione dell’energia elettrica nella città di Cagliari

Poster realizzato da Alessandro De Rubeis per la mostra dal titolo "Centenario della distribuzione dell’energia elettrica nella città di Cagliari", presentata alla manifestazione Cagliari Festival Scienza organizzata da Scienza Società Scienza tra il 4 e il'9 novembre 2014.

  • Conduttori elettrici (collezione De Rubeis)
  • Giunzioni e fissaggi di conduttori elettrici (collezione De Rubeis)
  • Evoluzione degli interruttori e delle prese elettriche (collezione De Rubeis)
  • Interruttori a coltello (collezione De Rubeis)
  • Interruttori generali (interruttori con protezioni contro sovraccarichi e cortocircuiti) e interruttori elettromagnetici (o relè) (collezione De Rubeis)
  • Suonerie o campanelli elettrici (collezione De Rubeis)
  • Valvole, portalampada, interruttori e prese in porcellana (collezione De Rubeis)

Quadri e manifesti attraverso i quali viene ripercorrsa l'evoluzione degli impianti elettrici ad uso domestico. Nell'ordine: i conduttori elettrici, le giunzioni e i fissaggi dei conduttori elettrici, l'evoluzione degli interruttori e delle prese elettriche, gli interruttori a coltello, gli interruttori generali (interruttori con protezioni contro sovraccarichi e cortocircuiti) e gli interruttori elettromagnetici (o relè), le suonerie (o campanelli elettrici) e valvole, portalampada, interruttori e prese in porcellana. Tutti fanno parte della collezione De Rubeis.

L’elettrificazione della città

Sono ormai trascorsi cento anni da quando arrivò a compimento, nella città di Cagliari, il processo di elettrificazione avviato dalla Società Elettrica Sarda nel 1913, con un certo ritardo rispetto ad altre realtà italiane. Già dal 1898, infatti, in Italia 410 comuni erano elettrificati: città come Milano, Roma, Palermo, Messina, Livorno e Genova avevano raggiunto un importante passo verso la modernità e lo sviluppo economico-sociale.
Sia pure con un certo ritardo, dunque, nel luglio del 1912 venne stipulata la convenzione tra la Società Elettrica Sarda e il Comune di Cagliari per il servizio della illuminazione e delle tramvie elettriche.

Società Elettrica Sarda

Nel febbraio del 1914, quindi, ebbe inizio la fornitura in città di energia elettrica ai privati; il nove aprile si inaugurò la rete di illuminazione pubblica e, finalmente, nel 1915 furono messe in esercizio le linee tramviarie elettriche di S. Avendrace, Piazza Garibaldi e via Roma-Castello.

 

Via XX Settembre all’inizio del secolo

Via XX Settembre all'inizio del secolo.

Verso la modernizzazione della città

Si dischiudeva per Cagliari una fase del tutto nuova della sua storia e la diffusione della moderne tecnologie elettriche investì ogni aspetto della vita pubblica e privata e produsse importanti trasformazioni  nelle abitudini dei cagliaritani.
In particolare, la sostituzione dei vecchi lampioni a gas con quelli elettrici, moderni e più funzionali, determinò in città, come era avvenuto altrove, nuovi e significativi modi di percepire gli ambienti, gli spazi fisici e gli oggetti urbani; il gusto estetico e la sensibilità della persone ne fu arricchito e trasformato.
La  città così cambiò volto, le strade i palazzi, i luoghi di incontro, le piazze, il teatro e le vetrine dei negozi non furono più gli stessi. Tutta la città apparve come vivificata da luci e colori che stimolavano intense suggestioni e mostravano inediti e affascinanti aspetti di quei luoghi che fino a qualche tempo prima erano stati vissuti nella tradizionale dimensione del passato.
Fu dunque l’energia elettrica e le sue nuove rivoluzionarie tecnologie che diedero finalmente alla nostra città un irresistibile impulso verso la modernizzazione del suo habitat.

 

Via Roma all’inizio del secolo

Via Roma all’inizio del secolo.

La produzione dell’energia elettrica

La produzione di energia elettrica per la città venne assicurata da una centrale termica che, entrata in funzione nei 1914, forniva 1715 KW. Questa fu dismessa nel 1924, anno in cui entrò in funzione la centrale termica di Santa Gilla che produceva 8.800 KW e per la cui alimentazione venne impiegato il carbone proveniente dalla miniera di Bacu Abis, nel Sulcis-Iglesiente.

 

Centrali e rete di distribuzione dell’energia elettrica nel sud della Sardegna nel 1949. In rosso sono evidenziate le principali vie di distribuzione del gruppo S.E.S.

Centrali e rete di distribuzione dell’energia elettrica nel sud della Sardegna nel 1949. In rosso sono evidenziate le principali vie di distribuzione del gruppo S.E.S..

I primi usi civili dell’elettricità

Prima della completa e definitiva elettrificazione cittadina, a Cagliari, sia pure limitati a specifiche situazioni particolari, furono avviati alcuni tentativi di utilizzare l’elettricità per scopi civili.
Uno di questi fu realizzato per risolvere il problema dell’illuminazione del teatro civico che le autorità avevano fatto chiudere per ragioni di sicurezza; l’edificio, in gran parte dotato di strutture e attrezzature di legno, a causa dell’impianto di illuminazione a gas di cui era dotato, correva costantemente il rischio di possibili incendi. Si provvide allora, utilizzando due dinamo azionate da una motrice a vapore e installate nella vicina torre dell’elefante, ad alimentare 200 lampade elettriche poste all’interno del teatro.
L’iniziativa, assai innovativa per i tempi, non essendo sostenuta da una adeguata professionalità di operai elettricisti non ebbe i risultati sperati; le frequenti interruzioni di energia elettrica, infatti, non mancavano di suscitare fischi e proteste  tanto che si rinunciò ad illuminare il teatro e l’impianto fu impiegato per alimentare alcune lampade poste nel bastione di San Remy.

 

Vista del Golfo di Cagliari dal Bastione di Saint-Remy, l’illuminazione elettrica sostituisce quella a gas

Vista del Golfo di Cagliari dal Bastione di Saint-Remy, l’illuminazione elettrica sostituisce quella a gas.


Altre iniziative analoghe di privati cittadini, come ad esempio, quella del Merello che fece installare una dinamo azionata a vapore per illuminare ed ampliare i tempi di lavoro nel suo stabilimento di Cagliari, costituirono significative anticipazioni verso l’innovazione e testimoniano come la Sardegna, considerata la terra dei pastori e dell’arretratezza, era invece percorsa da forti spinte verso la modernità, il cambiamento ed il progresso.

Le grandi centrali elettriche

In quegli anni della prima metà del 900 le grandi opere elettrodinamiche del Tirso, del Coghinas e del Flumendosa, lo sviluppo delle  centrali termiche, avviate e realizzate nelle zone minerarie dell’isola, misero a disposizione grandi quantità di energia che alimentarono le prime industrie chimiche e manifatturiere e diffusero l’elettrificazione dei centri urbani per usi civili e domestici.

 

Interni delle sale macchine della centrale idroelettrica del Tirso

Interni delle sale macchine della centrale idroelettrica del Tirso. A sinistra turbina da 5200 kW, a destra un alternatore da 6000 kVA della Westinghouse e nicchie per il comando delle saracinesche nei canali delle turbine.

La diffusione degli apparecchi elettrici nelle case

Nei primi anni del secolo furono, quindi prodotti e diffusi in Sardegna, tutta una serie di apparecchi elettrici che trasformarono, lentamente ma inesorabilmente, le nostre abitudini domestiche. Gli oggetti che oggi ci sono familiari e rendono più facile la nostra vita  comparvero a poco a poco nelle case dei cagliaritani suscitando meraviglia e stupore.

Alcuni vantaggi dell’elettricità, estratto della pubblicazione distribuita gratuitamente ai clienti della società elettrica (1931)

Alcuni vantaggi dell’elettricità, estratto della pubblicazione distribuita gratuitamente ai clienti della società elettrica (1931).


I primi ad avere larga diffusione furono i ferri da stiro, seguirono poi i tantissimi riscaldatori per vari usi: stufette, bollitori,  fornellini, scaldaletti, scaldavivande ecc..

Resistenze elettriche impiegate per riscaldare

Resistenze elettriche impiegate per riscaldare.


Alcuni  di questi oggetti sono stati proposti all’attenzione dei visitatori di questa mostra; essi fanno parte di una vasta collezione privata di apparecchiature elettriche e di materiali impiegati per la loro costruzione e per quella degli impianti che ne permettevano l’uso.

Un ferro da stiro e uno scalda vivande dei primi anni del novecento

Un ferro da stiro e uno scalda vivande dei primi anni del novecento.


Tutti questi oggetti provengono in larghissima parte dalla nostra città, essi sono stati reperiti e acquistati, nell’arco di oltre quarant’anni nei mercatini dell’usato, nelle botteghe dei rigattieri e soprattutto nei vecchi e ormai scomparsi depositi di ferri-vecchi. Un lungo e paziente lavoro ne ha permesso il restauro ed essi, quindi, vengono riproposti nella loro riacquistata funzionalità.

una caffettiera, un tostapane e un asciugacapelli dei primi anni del novecento

 Una caffettiera, un tostapane e un asciugacapelli dei primi anni del novecento.


Molti di questi oggetti, modesta espressione di una quotidianità ormai lontana nel tempo, proprio perché testimonianza di una piccola ma significativa storia, meritano comunque di essere conservati e ricordati.
Essi ci mostrano attraverso lo sviluppo delle tecnologie e delle conoscenze umane in esse incorporate una parte di un cammino che non si dovrebbe mai interrompere.