Macchine elettrostatiche

Elettroforo di Volta

Elettroforo di Volta (collezione De Rubeis)

Elettroforo di Volta (collezione De Rubeis).

Elettroforo di Volta automatico

Elettroforo di Volta automatico, creazione originale (collezione De Rubeis)

Elettroforo di Volta automatico, creazione originale (collezione De Rubeis).

Duplicatore del Belli

Duplicatore del Belli, 1832 (collezione De Rubeis)

Duplicatore del Belli, 1832 (collezione De Rubeis).

Generatore elettrostatico ad acqua di Lord Kelvin

Generatore elettrostatico ad acqua di Lord Kelvin, 1872 (collezione De Rubeis)

Generatore elettrostatico ad acqua di Lord Kelvin, 1872 (collezione De Rubeis).

Macchina elettrostatica a induzione (I)

Macchina elettrostatica a induzione con un solo disco (I), modello Aresti-Delunas del 1983 (collezione De Rubeis)

Macchina elettrostatica a induzione con un solo disco (I), modello Aresti-Delunas del 1983 (collezione De Rubeis).

Questo generatore elettrostatico a induzione con un solo disco è stato realizzato per la prima volta nell’Università di Cagliari da A. Aresti e A. Delunas (1983, American Journal of Physics).

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Macchina elettrostatica a induzione (II)

Macchina elettrostatica a induzione con un solo disco (II), modello Aresti-Delunas del 1983 (collezione De Rubeis)

Macchina elettrostatica a induzione con un solo disco (II), modello Aresti-Delunas del 1983 (collezione De Rubeis).

Macchina elettrostatica a induzione (III)

Macchina elettrostatica a induzione con un solo disco (III), modello Aresti-Delunas del 1983 (collezione De Rubeis)

Macchina elettrostatica a induzione con un solo disco (III), modello Aresti-Delunas del 1983 (collezione De Rubeis).

Macchina elettrostatica a induzione (IV)

Macchina elettrostatica a induzione (IV), utilizzata per scopi medici (collezione De Rubeis)

Macchina elettrostatica a induzione (IV), utilizzata per scopi medici (collezione De Rubeis).

Macchina elettrostatica a induzione (V)

Macchina elettrostatica a induzione (V), creazione originale (collezione De Rubeis)

Macchina elettrostatica a induzione (V), creazione originale (collezione De Rubeis).

Macchina elettrostatica di Carré

Macchina elettrostatica a strofinio e induzione di Carré, 1880 (collezione De Rubeis)

Macchina elettrostatica a strofinio e induzione di Carré, 1880 (collezione De Rubeis).

Macchina elettrostatica di Holtz, primo tipo

Macchina elettrostatica a induttori fissi di Holtz, primo tipo - 1865 (collezione De Rubeis)

Macchina elettrostatica a induttori fissi di Holtz, primo tipo - 1865 (collezione De Rubeis).

Macchina elettrostatica di Holtz, primo tipo (versione motore)

Originale versione motore della macchina elettrostatica a induttori fissi di Holtz, primo tipo - 1865 (collezione De Rubeis)

Originale versione motore della macchina elettrostatica a induttori fissi di Holtz, primo tipo - 1865 (collezione De Rubeis).

Macchina elettrostatica di Holtz, secondo tipo

Macchina elettrostatica a induzione di Holtz, secondo tipo (collezione De Rubeis)

Macchina elettrostatica a induzione di Holtz, secondo tipo (collezione De Rubeis).

Macchina elettrostatica di Holtz, secondo tipo (versione motore)

Originale versione motore della macchina elettrostatica a induzione di Holtz, secondo tipo (collezione De Rubeis)

Originale versione motore della macchina elettrostatica a induzione di Holtz, secondo tipo (collezione De Rubeis).

Macchina elettrostatica di Voss (I)

Macchina elettrostatica a induzione di Voss (I), 1880 (collezione De Rubeis)

Macchina elettrostatica a induzione di Voss (I), 1880 (collezione De Rubeis).

Macchina elettrostatica di Voss (II)

Macchina elettrostatica a induzione di Voss (II), 1880 (collezione De Rubeis)

Macchina elettrostatica a induzione di Voss (II), 1880 (collezione De Rubeis).

Macchina elettrostatica di Voss (versione motore)

Originale versione motore della macchina elettrostatica a induzione di Voss, 1880 (collezione De Rubeis)

Originale versione motore della macchina elettrostatica a induzione di Voss, 1880 (collezione De Rubeis).

Macchina elettrostatica di Wimshurst (I)

Macchina elettrostatica a induzione di Wimshurst (I), 1883 (collezione De Rubeis)

Macchina elettrostatica a induzione di Wimshurst (I), 1883 (collezione De Rubeis).

Macchina elettrostatica di Wimshurst (II)

Macchina elettrostatica a induzione di Wimshurst (II), 1883 (collezione De Rubeis)

Macchina elettrostatica a induzione di Wimshurst (II), 1883 (collezione De Rubeis).

Macchina elettrostatica di Whimshurst con motore di Page

Originale macchina elettrostatica di Whimshurst azionata da un motore di Page, in costruzione (collezione De Rubeis)

Originale macchina elettrostatica di Whimshurst azionata da un motore di Page, in costruzione (collezione De Rubeis).

Macchina elettrostatica di Wimshurst (versione motore)

Originale versione motore della macchina elettrostatica a induzione di Wimshurst (collezione De Rubeis)

Originale versione motore della macchina elettrostatica a induzione di Wimshurst (collezione De Rubeis).

Macchina elettrostatica di Wimshurst costruita senza pulegge e manovella, allo scopo di dimostrare la reversibilità delle macchine elettrostatiche a induzione,  cioè la possibilità che si comportino come un motore.
È costituita da due dischi in plexiglass montati molto vicini sullo stesso asse ed in grado di ruotare in opposte direzioni. Sulle superfici esterne dei dischi sono fissati numerosi settori metallici (che agiscono sia come portatori di carica che come induttori).  A circa 45° sul diametro orizzontale di ciascuno dei dischi sono fissate delle astine con punte metalliche (barre neutralizzatici) in contatto elettrico con i settori diametralmente opposti. Sul diametro orizzontale sono posti dei pettini ad U (collettori) che abbracciano i due dischi e sono collegati con una coppia di bottiglie di Leida.
Collegando l’apparecchio ad un’altra macchina elettrostatica, si osserva che i due dischi entrano in rotazione in senso opposto, dimostrando così che le macchine elettrostatiche a induzione possono comportarsi come un motore. La reversibilità di queste macchine fu indicata dal fisico tedesco W. Holtz. Nel 1867, negli annali di Fisica e Chimica scriveva: “collegando i poli della macchina a quelli di un’altra macchina a influenza e allorché questa era messa in rotazione, i due dischi separati dalla loro cinghia incominciavano a girare...”.