Anello di Faraday

Anello di Faraday (collezione De Rubeis)

Anello di Faraday (collezione De Rubeis).

L'anello di Michael Faraday (1791 - 1867) permise allo scienziato di scoprire l’induzione elettromagnetica il 29 agosto 1831. Egli lo descrisse con queste parole:

"Si fece un anello con una sbarra rotonda di ferro dolce, il metallo aveva 7/8 di pollice di spessore, l’anello 6 pollici di diametro esterno. Si avvolsero intorno ad una parte di cotone tre spirali, ciascuna, contenente 24 piedi circa di filo di rame dello spessore di 1/20 di pollice: esse erano isolate dal ferro e l’una dall’altra, sovrapposte in modo da rimanere isolate una dentro l’altra, ed occupavano su l’anello una lunghezza di circa 9 pollici. [...] Si può vedere il gruppo indicato con A nella figura 1. Dall’altro lato dell’anello furono applicati 60 piedi dello stesso filo di rame, formando una spirale B avendo la stessa direzione della spirale del gruppo A ma che ne era separata a ciascuno estremo da un mezzo pollice all’incirca di ferro scoperto".

Philosophical Transactions del 1832, monografia originale del lavoro di Faraday.

L’immagine e le descrizioni sono tratte dal Philosophical Transactions del 1832, monografia originale del lavoro di Faraday.
 

L'esperienza di Faraday

I due terminali dell’avvolgimento B vengono connessi ad un galvanometro, lontano 3 piedi dall’anello. I fili dell’avvolgimento A furono collegati ad una pila di dieci coppie da 4 pollici quadrati. Non appena fu stabilito il collegamento con la pila si notò uno spostamento dell’ago del galvanometro molto più evidente, di quando si era usata una pila di forza decupla e spirali senza ferro. Ma nonostante il contatto continuasse, l’effetto non fu permanente , perché  l’ago venne quasi subito a riprendere la sua posizione naturale. Facendo terminare il contatto con la batteria, l’ago subì di nuovo una deviazione molto forte, ma in direzione contraria a quella osservata al principio dell’esperienza.

La ricostruzione dell’anello di Faraday

Nella ricostruzione sono state rispettate quasi tutte le misure riportate dagli articoli originali comprese quelle degli avvolgimenti di filo di rame nudo. Per cercare di rendere più possibile dolce l’anello in ferro è stato ricotto più volte e raffreddato lentamente. Infine sono stati trattati i due avvolgimenti con vernice alla gomma lacca incolore per l’avvolgimento A e leggermente colorata per l’altro.